Egregio Dottore, spiace doverla coinvolgere nelle problematiche relative alla programmazione del servizio del personale di polizia penitenziaria.
Ciò nonostante si rende necessario perché le problematiche affrontate con il Comandante (dirigente della polizia penitenziaria) nel corso del tempo sono sempre le stesse e solo raramente hanno trovato una soluzione soddisfacente per il personale coinvolto.

Ad es. raccomandiamo da mesi di spalmare su ogni singola unità della cd.1° unità operativa i turni disagiati da lavorare (turni serali-notturni e festivi), tenendo conto del criterio della proporzionalità età/anni di servizio tra il personale ultra cinquantenne o con più di trent’anni di servizio e chi non rientra in detta fattispecie; di dover contenere nei numeri consentiti l’assolvimento pro-capite dei turni di 12/18; di far sì che il personale ogni giorno abbia la possibilità di lavorare in un posto di servizio diverso; di fare in modo che nella fascia oraria di ogni posto di servizio la differenziazione degli orari di lavoro possa fare in modo che vengano accolte le richieste del personale; di redigereuna tabella di consegna per l’unità in servizio al 1° cancello, in specie quando viene lì assegnato a lavorare personale femminile; che venga rispettata la forbice media di personale da impiegare nei vari posi di servizio in specie nei turni 18/24 e 0/6; che sia impiegato il personale in base ai ruoli enell’ambito dei medesimi alle qualifiche, all’età anagrafica, agli anni di servizio;

Ma le cose non vanno comunque bene, eppure ci confrontiamo e nelle occasioni in cui ci vediamo con il dirigente in questione citiamo contratti, Accordi Quadro Nazionali tutt’oggi in vigore, Protocolli d’intesa regionali, leggi sull’ordinamento del personale.
Alla fin fine nessun cambiamento tangibile e duraturo viene visto.