FIRENZE CC: Delibera della seduta della Comm.ne Arbitrale Regionale del 15.02.2015
In ALLEGATO nota della Direzione.
In ALLEGATO nota della Direzione.
(ANSA) - FIRENZE, 21 GEN - "Nel carcere di Sollicciano ho già inviato un'ispezione e attendo ad horas i risultati. Segnalo inoltre che i vertici del carcere sono stati sostituiti". Lo ha detto al Senato il ministro della Giustizia Andrea Orlando. La sostituzione dei vertici di Sollicciano risalirebbe a lunedì scorso con l'arrivo della nuova direttrice Marta Costantini.
Nelle ultime settimane diversi interventi avevano sollecitato attenzione sul carcere fiorentino di Sollicciano. Il 31 dicembre dello scorso anno, in una lettera, le detenute avevano denunciato una situazione igienica carente, con la presenza di topi, una condizione di "invivibilità" delle celle e di assenza di riscaldamento.
Cari colleghe e colleghi, come facciamo per buona abitudine e per la dignità professionale che onoriamo da sempre, siamo ad informarvi sugli esiti della riunione tenuta il giorno 13 u.s. sulla mobilità interna (c.d. rotazione) delle cariche fisse. Questo comunicato non poteva avere esordio migliore se non con una frase d'eccezione tratta dalle più celebri esibizioni teatrali e cinematografiche del grande artista di tutti i tempi Totò: Pasquale, chisà questo stupido dove vuole arrivare...”. E' proprio da qui che partiamo con la narrazione degli sviluppi della contrattazione e dei retroscena materializzatisi al termine di essa. Dispiace, in primo luogo, per coloro che hanno voluto finora elargire la propria fiducia a qualcuno che frequenta veramente molto poco i luoghi di lavoro, nel nostro caso quell'ambiente in cui tutto il personale è coinvolto per assicurare il buon andamento dei servizi d'istituto, a prescindere dalle mansione svolte. Ma, se quel tizio che Totò chiama “stupido” a questa circostanza aggiunge l'ignoranza delle dinamiche negoziali regionali, ancor prima nazionali, il “pastrocchio” è fatto! Si, perché quando si occupa una sedia al tavolo contrattuale si è chiamati a tutelare i diritti dei lavoratori e ciò non può realizzarsi senza la conoscenza della materia che viene trattata, ma prima di questa condizione oggettiva viene la predisposizione all'adattamento al contesto in cui ci si trova, nel rispetto delle più elementari norme morali. L'incontro con la Direzione della Casa Circondariale di Livorno, prevedibilmente, ha configurato fin da subito un tipico modello di mercato rionale, dove qualcuno cerca di sovrastare le voci degli altri mettendo in mostra il suo prodotto sperando di venderlo, ma la natura di quel prodotto non si riesce a distinguere! Era molto probabile che la Parte pubblica volesse esentare dalla rotazione alcuni uffici, quali Matricola, Comando, Segreteria Agenti, Cassa e Conti correnti allungando poi la lista con gli incarichi amministrativo-contabili. La contestazione andava fatta, ma sicuramente rispettando gli interventi di ogni singolo convenuto e non di certo attraverso affermazioni scellerate di fondamento piazzista. Una fiera campionaria può anche rendere gradevole l'atmosfera proprio per la tipicità degli intenti che si prefigge, svago, trastullo, curiosità, ma quando in ballo ci sono argomenti che riguardano la gestione delle risorse umane sarebbe buona norma prestare maggior attenzione e cercare di intavolare una serena ed oculata trattativa con finalità comuni. La UIL, insieme con SINAPPE, FSA-CNPP, UGL e CISL, ha voluto far notare che tra i partecipanti la contrattazione vi erano anche dirigenti sindacali e in quanto tali non hanno avuto alcuna difficoltà a rinfacciare la scelta sciagurata di alcune OO.SS. firmatarie dell'accordo regionale. L'art. 5 del predetto testo, che opportunamente riproduciamo e affiggiamo nella nostra bacheca, ne è la conferma. Cari colleghi e colleghe, utilizzando una serie di elementari calcoli matematici emerge che le pari opportunità sono state mortificate, contrite! Pertanto, le affermazioni mendaci e occultatrici della mera responsabilità hanno anche potuto ottenere, si,
una risonanza pseudo-positiva, ma solo nell'immediato. Non vorremmo essere nei panni di quel personaggio tanto conclamato dal Principe De Curtis, che dovrà cercare di spiegare e far comprendere ai colleghi con meno anni di servizio, benchè possessori di titoli di studio importanti e attinenti alle mansioni da svolgere, che sono condannati a restare fuori dai c.d. giochi per diversi anni. Nel voler citare un esempio, prendiamo in considerazione un Agente con 3 o 4 ma anche con 5 anni di servizio in possesso di laurea, dovrà cedere il passo ad un Assistente capo di 20 anni di carriera, diplomato. Ma, questo “piccolo” particolare forse sarà sfuggito a coloro che invece dovrebbero sentirsi i soli responsabili della disparità di trattamento, piuttosto che atteggiarsi a menestrelli tentando il primato dell'ascolto. Il reparto di Polizia penitenziaria di Livorno, loro malgrado, è un attento osservatore e, al momento opportuno, anche ottimo giudice. Nel concludere, sperando di non essere stati tediosi e invitandovi a chiederci approfondimenti sull'argomento, anche per le vie più brevi, teniamo ad istruirvi su un altro aspetto, non di minor valore (anche esso forse sfuggito alla vista dei “sapienti”?), l'inserimento nel contratto delle clausole transitorie, già chiesto dalla UIL. Ogni accordo sindacale a richiesta delle parti può essere sottoposto a revisione, resta inteso, quando sussistono i presupposti dell'inapplicabilità. Ah, dimenticavamo, è uso consolidato che i dirigenti della UIL sottoscrivono le dichiarazioni che rilasciano. Cordiali saluti.
Il 2 Luglio 2013, la UIL dopo una visita all’interno del carcere di Firenze Sollicciano, tramite l’iniziativa a carattere Nazionale “lo scatto dentro” consultabile sul sito www.polpenuil.it denunciava lo stato della struttura penitenziaria più grande della regione.
Ora, in questi giorni, tanti si affannano a dichiarare le stesse identiche condizioni “ovvero le disumani e degradanti situazioni della struttura” ma nessuno richiama le reali responsabilità istituzionali e gestionali, ne notiamo da parte dell’amministrazione Penitenziaria interventi mirati alla ricerca delle responsabilità di chi ha consentito tali accadimenti.
Questa la denuncia del Segretario Regionale LAI Mauro della UIL PA Penitenziari Toscana. -Sottolinea il Dirigente della UIL PA Penitenziari – Sollicciano, manca di una progettualità costante nel tempo che guardi all’intero sistema carcere come ad es. l’impiego di un direttore titolare “part- time” che gestisce due Istituti distanti l’uno dall’altro circa 80 km. – ciò appare insensato, irragionevole, inefficiente, inefficace e non funzionale; l’amministrazione deve per prima procedere ad assegnare un Direttore fisso, vista la complessità del sistema da gestire e poi procedere alla riorganizzazione delle aree interne.
Il “fallimento” palese, se vogliamo, sta proprio nel sistema gestionale della struttura Fiorentina di Sollicciano, dove il refrain costante è quello dell’abisso tra domanda e diritti dei dipendenti ma anche degli stessi utenti e le non risposte di chi governa la struttura.
-Aggiunge Lai
Persino il sistema sanitario, non ancora adeguato al sistema pare condizionato dai miglioramenti, nonostante siano stati stanziati, importanti somme dagli Enti pubblici, Regione,. ecc. non riesce ancora ha fornire un servizio accettabile con continuo ricorso alle strutture sanitarie esterne dove non esistono ancora oggi camere di sicurezza per i detenuti piantonati.
– Continua Lai
Gli ingenti fondi spesi su Sollicciano in questi anni, se spesi in modo mirato per il risanamento
della struttura, avrebbero dovuto restituire una penitenziario vivibile, sicuro, dignitoso, mentre ancora oggi, assistiamo ad un processo regressivo di deterioramento dell’Istituto, fuori norma e che fa acqua da tutte le parti, non risponde più ai normali canoni di vivibilità e funzionalità – infatti si registrano da anni, luoghi fatiscenti, con continue infiltrazioni d’acqua nel soffitti in molti luoghi dell’Istituto, presenza di muffa, ecc. limitandone la funzionalità degli ambienti agli operatori; tanto che a nostro avviso, sarebbe meglio demolire un reparto per volta e riedificarlo – probabilmente i costi sarebbero inferiori agli interventi continui di emergenza con le pezze a macchia di “leopardo”.
–In conclusione, Lai afferma Lai la situazione è già di per se complessa fin quasi all’irrisolvibile ed è per questo che la Polizia Penitenziaria ed il personale del Comparto Ministeri, non accettano di lavorare in queste condizioni e chiedono maggiori interventi e soprattutto non accettano più la compressione dei diritti minimi lavorativi, taluni essenziali garantiti dalla costituzione che non possono essere messi continuamente in discussione.
E per questo ieri è stata inviata una lettera di denuncia ai vertici dell’amministrazione penitenziaria ove si preannuncia lo stato di agitazione se non si noteranno interventi immediati al fine di migliorare le condizioni di vivibilità ad ampio raggio.
AREZZO CC - Impianto di riscaldamento uffici
Egregio Provveditore,
Il Coordinamento Provinciale UIL PA Penitenziari di Arezzo, con documento prot. nr. 29 dell’11/12/2015 che si allega, ha segnalato la grave situazione di disagio lavorativa nei confronti del personale operante presso la struttura Aretina, riguardo alla mancanza del riscaldamento nella palazzina destinata ad uso uffici, Direzione, locale mensa agenti, spaccio, ufficio Matricola NTP, rilascio colloqui, 2^ Portineria ecc. tenuto conto che da tempo sono senza una adeguato sistema di riscaldamento e di climatizzazione dell’aria; in tal senso è facile immaginare che qualcuno si porti faccia ricorso all’uso di capotti, sciarpe, giacche, passamontagna e vestiti pesanti per sopperire al freddo della stagione autunnale e soprattutto quella invernale ormai alle porte.
Sull’argomento, apprendiamo che la Direzione di Arezzo si è attivata per chiedere i fondi necessari nel mese di novembre u.s. ma immaginiamo che i tempi non saranno brevissimi.
Nelle more che siano realizzati gli interventi di riscaldamento degli ambienti suddetti, si chiede e si invitano con cortese urgenza a codesti spett.li uffici di voler provvedere ognuno per quanto di competenza, all’installazione di climatizzatori che sopperiscano alla necessaria salubrità degli ambienti e siano resi vivibili al pari delle altre zone dell’Istituto.
IN ALLEGATO LA RISPOSTA DELLA DIREZIONE !!!
Egregio Provveditore,
Il Coordinamento Territoriale di Firenze con nota prot. nr. 2 del 5/1/2015 che ad ogni
buon fine si acclude, ha segnalato la grave inadempienza da parte della Direzione Fiorentina, riguardo alla mancata inclusione delle unità di Polizia Penitenziaria vincitrici dell’interpello presso l’ufficio Segreteria del personale; ciò nonostante la medesima Direzione con nota propria nota prot. nr. 47859 del 12/11/2015 avesse comunicato ufficialmente l’inserimento delle unite.
E’ di tutta evidenza che tale modus operandi appare inaccettabile sotto il profilo delle relazioni sindacali nonché delle informazioni che vengono diramate e non rispettate creando di fatto confusione, incertezza e tensione per i diretti interessati che vengono completamente svilit i dal meccanismo adottato.
Per quanto sopra, si chiede a codesto Ufficio Regionale, un intervento immediato atto alla risoluzione delle questione più volte segnalata dal Coordinamento Territoriale, non vorremo nuovamente essere costretti a richiedere una nuova convocazione degli organismi di Garanzia previst i dal vigente contratto Nazionale.
In attesa di riscontro, cordiali saluti.
Gentile Provveditore,
Questa sigla, attraverso i propri componenti di difesa, ha potuto appurare che la struttura in oggetto che ospita il consiglio regionale di disciplina, non garantisce la necessaria e dovuta riservatezza per gli incolpati, ciò a causa della costante presenza, naturalmente per motivi di lavoro del personale del PRAP Toscana UST e dello stesso MVC Firenze.
In prospettiva dell’attivazione della COR tale situazione potrebbe ulteriormente aggravarsi.
Alla luce di quanto sopra, si suggerisce di valutare lo spostamento del consiglio in oggetto, presso la direzione della CC Mario Gozzini, ove è presente un sala polivalente che garantisce la massima riservatezza a coloro che sono chiamati innanzi al consiglio, essendo la sala distante dal contesto polifunzionale della direzione.
In attesa di cortese riscontro, cordiali saluti.
IN ALLEGATO IL SOLLECITO DELL' 8 GENNAIO 2016 !!!
Egregio Provveditore,
Come segnalato dal Coordinamento Provinciale di Arezzo con il documento prot. nr. 23 del 23/11/2015, che si acclude, si ravvisa la necessità di un intervento urgente da parte di codesto Ufficio affinché si proceda in tempi brevi alla risoluzione della questione relativa alla installazione della cassa continua presso la sede Aretina tenuto conto che a distanza di 1 anno, non è stata ancora posta in funzione.
La questione fu sollevata dalla UIL con il documento prot. nr. 58 del 29/10/2014 successivamente riscontrata con nota prot. nr. 5342 del 26/11/2014 della Direzione di Arezzo che assicurava che era in corso l’installazione del macchinario.
Ciò premesso, e evidente che nonostante l’enorme lasso di tempo trascorso non si sia riusciti ad installare tale macchinario che produce vantaggi sull’operatività e la sicurezza del servizio e degli operatori addetti, evitando il maneggio dei soldi in contanti oggi non più consentito.
Per quanto sopra, avuto riguardo che sono stati spesi soldi dello stato e che per quanto ci viene riferito il macchinario risulta inutilizzato e fermo all’interno dell’Istituto, con la presente si sollecita codesto affinché intervenga per eliminare eventuali ostacoli, se ci sono, e procedere alla immediata installazione del macchinario.
Si vorrà convenire altresì che in un istituto che funziona a regime ridotto per le ragioni di ristrutturazione,si dovrebbe inevitabilmente approfittare ed accelerare i tempi di installazione e di innovazione delle tecnologie disponibili.
In attesa di cortese riscontro, cordiali Saluti.
IN ALLEGATO
IL SOLLECITO DELL ' 8 GENNAIO 2016
COMUNICATO STAMPA DEL 10 DICEMBRE 2015
Con riferimento alle notizie apparse sulla stampa in data 8/12/2015 sul giornale il Tirreno Edizione di Prato, avente come oggetto: un corso di Boxe per la Penitenziaria e non “secondini” come da voi definiti - dopo l’inchiesta sulle presunte registrazioni che sarebbero avvenute alla dogaia, questa organizzazione sindacale, non può non evidenziare come tali affermazioni, siano allusive, offensive, inappropriate ed infelici - finanché sotto il profilo temporale degli eventi citati, che nulla hanno a che vedere con un corso di disciplina sportiva di Boxe dedicato al Personale di Penitenziaria che può liberamente partecipare come tutti i cittadini Italiani.
Difatti i corsi di attività sportive, come la Boxe sono di dimensione nobile nel rispetto dell’altrui persona attività che si praticava già nel XVIII° secolo e che richiedeva ai praticanti, coraggio, forza, intelligenza e velocità e non certo per colpire liberamente chiunque capiti a tiro.
In conclusione, auspichiamo che nei successivi articoli del giornale, diano notizia di fatti e circostanze in modo corretto e non strumentali come nel caso di specie denigrando e diffamando il Corpo della Polizia Penitenziaria con l’obbiettivo di dover fare lo scoop della notizia...... ecc.
F.to Il Segretario Territoriale Massimo Lavermicocca
Egregio Provveditore,
Giungono a questo Coordinamento, segnalazioni di disagio e conseguenti ritardi nell’esecuzione dei lavori i in corso per la ristrutturazione della Casa Circondariale di Arezzo; infatti da quanto ci viene riferito, pare che i lavori di interni alla struttura affidati in economia con manodopera a cura della cosi detta MOF, abbiano subito un brusco stop, tenuto conto che allo stato le attività si sarebbero interrotte per l’assenza di un tecnico competente a cui sia affidata la Direzione dei lavori.
Alla luce di quanto esposto, siamo a chiedere utili delucidazioni con conseguente intervento da parte di codesto Ufficio Regionale al fine di far ripartire tempestivamente i lavori di adeguamento dell’Istituto allo stato in stand-bay.
In attesa di cortese riscontro, cordiali Saluti.