EMPOLI CCF: Convocazione per dismissione casa circondariale.
IN ALLEGATO LA NOTA DELLA DIREZIONE CON INTEGRAZIONE E RELATIVI VERBALI DELLA RIUNIONE.
IN ALLEGATO LA NOTA DELLA DIREZIONE CON INTEGRAZIONE E RELATIVI VERBALI DELLA RIUNIONE.
“Chiusura della C.C.F.di Empoli ”
Dopo la riunione avuta stamane con l’Amministrazione Penitenziaria, non possiamo che affermare la nostra netta INSODDISFAZIONE in merito all’immediata chiusura dell’istituto Empolese evidenziando nel contempo l’inopportuna scelta di trasformazione in REMS con la consequenziale mobilità del personale dipendente.
- alcune decisioni veramente ci lasciano basiti - e questo il commento nel Coordinatore Regionale UILPA Penitenziari LAI Mauro e del Coordinatore Territoriale della UIL Pubblica Amministrazione GRIECO Eleuterio.
Sulle potenzialità della struttura di Empoli si è detto già tutto.
A questo punto questa O.S. vuole capire quali sono i progetti del Dipartimento
dell’Amministrazione Penitenziaria sugli istituti di piccole dimensioni al di sotto dei 50 detenuti nello specifico vogliamo sapere se è una scelta di Politica Nazionale di chiusura a seguito di una spending review e ciò potrebbe avere una certa sua logica per l’apertura di una discussione a largo raggio, oppure possiamo affermare che SOLO in regione Toscana vige un sistema di guida degli istituti penitenziari con un forte indirizzo Garante-Politico-Ministeriale.
Come vorremmo capire, di chi sono le responsabilità della carenza di 800 unità di Polizia Penitenziaria e del perché su 18 istituti penitenziari in Regione Toscana, nella stragrande maggioranza essi si presentano in uno stato fatiscente ed insalubre e fuori dalla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro non rispettano quelle condizioni minime di vivibilità e di dignità umana.
Dopo Montelupo Fiorentino l’Amministrazione Penitenziaria cede - alla politica- ancora un istituto penitenziario eccellente in tutti i sensi se non poi continuare a violare norme ed ammassare corpi umani, giustificandosi con il sovraffollamento oppure la carenza di risorse d’avvero un non senso !!!.
AGGIORNAMENTO: IN ALLEGATO LA RISPOSTA DELLA DIREZIONE.
16.07.2016 - IN ALLEGATO LA NOTA DELL COORDINATORE PROVINCIALE.
"E' notizia di questi ultimi giorni che il carcere femminile di Empoli sia destinato ad una inaspettata quanto fulminea chiusura il cui fine ultimo sarebbe la riconversione della struttura in una REMS (residenza esecuzione misure di sicurezza), questa vicenda sconcerta tutti indistintamente, il personale di Polizia Penitenziaria, il personale del comparto ministeri, il personale sanitario e la popolazione detenuta.
-Questa la denuncia del Segretario Regionale Mauro Lai della UIL PA Polizia Penitenziaria Toscana; dall'agosto 2010, data della riapertura della struttura empolese, l'istituto è stato gestito secondo il principio moderno della sorveglianza dinamica, con ottimi risultati sia a livello trattamentale che di sicurezza interna, difatti gli eventi critici sono praticamente inesistenti e la recidiva delle detenute è fra le più basse a livello nazionale. -Francamente, aggiunge il Segretario, in un periodo in cui molti si fanno bandiera dei diritti dei detenuti e delle condizioni di sovraffollamento e di vita nelle carceri italiane, non ci si capacita di come sia possibile smantellare una struttura all'avanguardia nei progetti trattamentali, senza sovraffollamento e che funziona; specie negli ultimi anni sono stati messi in campo numerosi progetti con le associazioni presenti sul territorio per la realizzazione degli eventi del "luglio al fresco empolese", della sagra del carciofo e la realizzazione di un'azienda agricola che iniziava adesso a dare i primi frutti del duro lavoro svolto - senza contare l’enorme spreco di risorse e denaro pubblico che ancora una volta la cittadinanza è costretta a subire passivamente, in barba ad ogni dichiarazione di spending rewiew.
Incalza, Lai, sbalordiscono i tempi e le modalità con cui il Ministero della Giustizia vorrebbe mettere in atto questo cambiamento, come se le donne e gli uomini che quotidianamente lavorano con impegno e dedizione nella struttura empolese fossero semplicemente delle pedine da poter spostare a piacimento e non delle persone con una loro realtà personale e familiare basata anche sul luogo di lavoro; dopo anni e anni di letargia istituzionale, di rinvii per l'apertura delle REMS, di commissariamenti, di proroghe concesse e non sfruttate dalle istituzioni, si chiede al personale della CCF di Empoli di decidere in quattro e quattr'otto del proprio futuro, di cambiarlo, di scegliere un'altra sede, di reinventarsi velocemente una vita perché le priorità delle Istituzioni sono altre...
Se per il personale di ruolo dell’Amministrazione penitenziaria è sottoposto “solo” ad una procedura forzata di trasferimento, il personale sanitario, che in gran parte è dipendente di una cooperativa convenzionata con l’ASL, ha ancora meno certezze riguardo la propria sorte lavorativa, i loro posti di lavoro sono a rischio.
Le istituzioni locali e regionali tutte, essendo le uniche responsabili del mancato superamento degli OPG e quindi della loro chiusura, anziché trovare soluzioni inadeguate e inefficienti in strutture che invece efficienti lo sono eccome, dovrebbero farsi di nuovo carico del problema e risolvere la questione, senza gravare sulla vita di circa 50 famiglie che non hanno alcuna colpa, in modo definitivo ed efficace.
In conclusione, afferma Lai - forse alcuni non sanno che esiste un carcere costruito nel 1986 a Pescia (PT) e mai utilizzato, un carcere che sarebbe stato l’ideale per una struttura REMS, senza distruggere quanto fatto di buono per la comunità al carcere di Empoli.
Pertanto il personale di Polizia Penitenziaria, Personale Amministrativo e personale ASL della Casa Circondariale di Empoli CHIEDE ai vertici di RIVALUTARE E QUINDI ANNULLARE IL PROVVEDIMENTO DI CHIUSURA, auspicando che vengano prese in considerazione altre soluzioni meno invasive e più efficienti. CARCERE DI PESCIA
IN ALLEGATO LA NOTA DEL PROVVEDITORATO.
IN ALLEGATO IL PIL FIRMATO.
IN ALLEGATO LA NOTA DELLA DIREZIONE.
AGGIORNAMENTO IN ALLEGATO LA RISPOSTA DEL COORDINATORE TERRITORIALE.
06.05.2016 - AGGIORNAMENTO: LA RISPOSTA DEL PROVVEDITORE !!!
14.04.2016 - IN ALLEGATO LA NOTA DEL COORDINATORE TERRITORIALE.
IN ALLEGATO LA NOTA DELLA DIREZIONE.
A seguito della visita sui luoghi di lavoro della polizia penitenziaria della Casa Circondariale di Livorno realizzata nella mattinata del 17 giugno 2016 u.s., non è sfuggito alla delegazione UIL PA Polizia penitenziaria di verificare lo stato in cui vertono i veicoli assegnati all'autoparco del locale N.T.P. di Livorno.
Oltre che averne registrato il preoccupante chilometraggio, come già specificato nella relazione inviata anche al Dr. Martone, che legge per conoscenza, abbiamo dovuto riscontrare la scarsissima qualità della loro tenuta. Dall’aspetto esteriore si deduce che siamo in presenza di una raccapricciante trascuratezza.
Nel visitare, poi, gli abitacoli, che vogliamo ricordare ospitano esseri umani, la perplessità e la ripugnanza hanno soggiogato ogni sorta di aspettativa. E' palese la violazione delle norme igienico/sanitarie D.L.vo 81/08.
Le informazioni apprese tra il personale dicono che il lavaggio risulti impossibile a causa della mancata predisposizione di un impianto di raccolta delle acque e per la sanificazione non vi è alcun tipo di esercizio di programmazione.
Ma, alla citata problematica si aggiungono i rischi derivanti da vibrazioni, rumori assordanti e colpi ripetuti alla schiena, dovuti al sistema di ammortizzamento non idoneo e obsoleto di molti mezzi in dotazione. Il personale è esposto a vari rischi biologici con inalazioni di fumi, che si propagano all’interno dei mezzi stessi a causa del deterioramento della coibentazione del filtro anti particolato, questione, tra l'altro, già segnalata da coloro che vi operano.
Cogliamo l'occasione, inoltre, di reclamare che i mezzi devono essere dotati di guanti monouso, mascherine ed occhiali, strumenti necessari nel caso in cui si dovesse intervenire per fronteggiare eventuali possibili criticità.
Posto ciò, chiediamo che venga trovata una soluzione con un'urgenza per preservare la salute del personale e restituirgli dignità nell'esercizio delle proprie funzioni.
Cordiali saluti,