IN ALLEGATO IL RISCONTRO DEL PRAP. 

L'informativa indirizzata al Capo del Dipartimento Dott. Francesco Basentini (nota n. 10736.I del 07/03/2019), firmata dal Provveditore Toscana-Umbria dell'Amministrazione Penitenziaria, Dott. Fullone, non lascia spazio a diverse interpretazioni: la Casa Circondariale di Grosseto in Via Aurelio Saffi chiude e forse molto presto visto che manca solo la firma del Ministro della Giustizia. 

L’inserimento di questo Istituto penitenziario nel piano di chiusura è determinato, così come si legge nel documento, dalle criticità: 

- legate alla carenza di personale: “previste in organico 37 unità ma in forza 26 unità, di cui 5 unità sono assegnata al nucleo traduzioni interprovinciale, e 2 usciti a seguito delle revoche dei trasferimenti disposti ai sensi della L. n. 104/1992” 

- alla capienza massima: inferiore a 50 unità detentive; 

- strutturali: gli spazi sono “augusti ed inadeguati rispetto alle esigenze penitenziarie:la mensa di servizi è ricavata in una stanza angusta all’interno di un edificio…”. 

Certo è che tutto avviene dopo poco tempo che sono stati ultimati i lavori dell’impianto di videosorveglianza, armeria, portineria, cosa questa che ancora di più ci lascia esterefatti rispetto a spese che potevano a questo punto essere evitate.

Sulla base di queste poche indiscrezioni, l’organizzazione sindacale Uil-PA Polizia Penitenziaria critica tale scelta affermando "NO ALLA CHIUSURA DELLA C.C DI GROSSETO, SE NON PRIMA DI PROVVEDE A REALIZZARE UN NUOVO CARCERE  NELLA CITTA DI GROSSETO". 

Inoltre da contatti avuti immediatamente dopo aver appreso la notizia, con il Sindaco della citta toscana, ci risulta la piena disponibilità da parte della casa comunale,  alla cessione di  una ex struttura militare in loco, affinché ivi si possa pensare di realizzare il nuovo carcere.

Questa soluzione sembrerebbe non essere stata minimamente percorsa dall’Amministrazione Penitenziaria, ferma nel proprio intendo di chiusura. 

Sembrerebbe quindi che l’amministrazione penitenziaria, abbia solo posto la propria attenzione all’aspetto puramente economico, non tenendo conto altresì di quanti lavorano quotidianamente nella struttura, sia esso personale della Polizia penitenziaria che delle funzioni centrali oltre al comparto sanità e del disagio che potrebbe derivarne.

Pertanto in virtù di quanto detto chiediamo un urgente incontro sulla questione.