E’ opportuno sottoporre, ancora una volta, all’attenzione delle SS.LL. come negli ultimi tempi, in coerenza con i dati allarmanti che giungono quotidianamente dagli altri Istituti Penitenziari della Repubblica, si registrano sempre più progressivamente episodi di violenza nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria. Purtroppo, questo diffuso clima di intolleranza da parte dei detenuti si manifesta nelle forme più disparate di violenza verso la Polizia Penitenziaria ormai vera “vittima sacrificale”, sintomo di un sistema penitenziario sofferente ed inadeguato a causa di carenza di mezzi e risorse umane per prevenire ed impedire tali fenomeni.

Questa emergenza, da un po’ di tempo, ha purtroppo colpito anche l’Istituto massese, nonostante la sua nomea di Istituto ad elevata vocazione trattamentale, riconosciuta non solo da 

parte degli utenti che aspirano a trascorrere una tranquilla detenzione e ad usufruire delle numerose attività trattamentali proposte per un proficuo reinserimento sociale, ma soprattutto da tutti gli addetti ai lavori che nel corso degli anni hanno avuto modo di frequentare.

Tuttavia gli eventi critici accaduti all’interno della Casa Reclusione di Massa, perpetrati da detenuti con problemi psichiatrici o con una personalità ambigua, a danno del personale di Polizia Penitenziaria, si sono verificati, in ordine cronologico: il 23/04/2019; il 30/08/2019 e in ultimo quello in data 11/09/2019, che ha visto un poliziotto penitenziario subire una vile aggressione, con una prognosi di 10 giorni prescritti dall’Ospedale cittadino, che stanno a rimarcare come gli sforzi di tutti gli operatori penitenziari, vengano vanificati a causa di una mancata selezione di detenuti e alla presenza di un congruo numero di detenuti promiscui ed affetti da disturbi mentali.

Il fatto in argomento, a prescindere da tutto, deve spingere l’Amministrazione ad ogni livello, in particolare codesta nuova Direzione, ad escogitare tutti quegli opportuni accorgimenti per scongiurare che analoghi comportamenti dei detenuti, destabilizzanti per l’Istituto, possano mettere a serio repentaglio non solo l’incolumità del personale di Polizia Penitenziaria, che in simili circostanze non è messo in condizione di trovare riparo da eventuali aggressioni, ma anche per garantire la sicurezza dell’istituto da azioni molto più gravi ed incontenibili.

In proposito questa O.S., come più volte rappresentato alla precedente Direzione, in ultimo la nota prot. N.4/2019 del 29/04/2019, ritiene opportuno evidenziare che per innalzare i livelli di sicurezza di tutto l’istituto e degli operatori sia necessario provvedere ai seguenti interventi:

  • rispristinare l’apertura automatizzata dei cancelli di sbarramento, compreso quelli dei reparti detentivi, con la chiusura ermetica della serratura;

  • dotare il personale di Polizia Penitenziaria in servizio nei Reparti detentivi di dispositivo portabile di allarme acustico antiaggressione;

  • liberare le quattro camere di pernottamento del Reparto Isolamento – Sezione “M” piano terra, occupate da detenuti a regime ordinario;

  • ripristinare l’illuminazione, con la sostituzione dei fari che non funzionano, di tutte quelle aree sensibili dell’Istituto che risultano totalmente al buio, debitamente indicate con pregressa segnalazione, e che sono frequentate dai detenuti;

  • accelerare l’apertura della Sala Regia, con l’attivazione dei sistemi di sicurezza installati di cui la video sorveglianza nei reparti detentivi, l’anti scavalcamento e l’anti intrusione al muro di cinta;

  • la possibilità di traslocare la postazione del Corpo di Guardia all’esterno dei Reparti detentivi o quantomeno in prossimità del cancello di uscita delle rispettive sezioni;

  • istituire un servizio di supporto psicologico a favore del personale dipendente vittima di aggressione e/o di circostanze che turbano lo stato d’animo degli operatori;

  • avviare quanto prima il confronto con le OO.SS. rappresentative per una necessaria rimodulazione di tutti i posti di servizio in rapporto al personale assegnato in sede e contestuale revisione del Protocollo d’Intesa Locale fermo ormai all’organizzazione dell’Istituto risalente all’anno 2009.

    In attesa di determinazioni in merito, si porgono cordiali saluti.