FIRENZE SOLLICCIANO NCP: Corsi di formazione decentrati -AGGIORNAMENTO-
IN ALLEGATO LA NOTA DEL COORDINATORE TERRITORIALE.
IN ALLEGATO LA NOTA DEL COORDINATORE TERRITORIALE.
IN ALLEGATO LA NOTA DEL COORDINATORE TERRITORIALE.
allocato presso il reparto penale della Casa Circondariale di Pisa, preso da uno
scatto d’ira, per futili motivi prima ha distrutto la propria camera detentiva, poi si è
reso responsabile di un grave gesto ai danni di un un poliziotto penitenziario,
Oggetto: richiesta dati assenze a vario titolo piano ferie Estate 2016 e Natale 2016 personale di raggiungendolo al volto e alla bocca con uno sputo di saliva.
polizia penitenziaria
A seguito di tale episodio, non essendo nota né attualmente consultabile la situazione infettivologica del detenuto, il poliziotto in questione è stato immediaQtaumesteantOe.Sc.ocnodnotlatopprersesnsteocihliepdreonatocosdoecstcaordsiroezidoenleneosinocformiaoeclietttarodninicoa piedrati
riepilogativi delle assenze a vario titolo del personale di polizia penitenziaria in occasione del piano
ricevere le cure del caso.
ferie ESTATE 2016 e NATALE 2016. Vogliate fornirci detti tabulati riepilogativi richiesti prima della prossima riunione del 26 gennaio 2017.
La UIL Polizia Penitenziaria , uno dei principali Sindacati del Corpo di Polizia In attesa di riscontro si ringrazia.
Penitenziaria, non tollera più queste incresciose situazioni, lesive della dignità dei
Distinti saluti.
poliziotti e delle istituzioni in generale e richiede forti e urgenti interventi, in quanto ha il sospetto che il carcere di Pisa, sembri sia considerato per qualcuno "figlio di un Dio minore”.
"Le condizioni di questo istituto non sembrano interessare ai vertici regionali -
Il Coordinatore Territoriale
attacca la Uil Polizia PenitenziariaNi-coilapDeirMsaottneaole di Polizia penitenziaria si sta
sobbarcando le problematiche che era facile prevedere ma che non sono state pianificate con la giusta attenzione. Ci batteremo con tutte le forze, poichè gli agenti hanno il diritto di lavorare con dignità e con la dovuta sicurezza"
L'amministrazione deve assumere urgentissime e tangibili iniziative che consentano di arginare tali ignobili episodi.
L’auspicio è che, seguite tutte le procedure di profilassi del caso, il collega possa ristabilirsi al più presto.
Urso, Segretario generale: “Troppi reati: prima di parlare di reinserimento sociale bisogna pensare a progetti di educazione intramurale”
Quasi 8000 aggressioni in un anno a cui si affiancano poco meno di 10.000 casi di autolesionismo e circa 11 mila manifestazioni di protesta non collettiva: gli eventi critici all’interno delle carceri sono in continuo aumento. Vicino ad un organico che decresce di pari passo all’aumentare del lavoro, delle criticità e dei nuovi sistemi di sicurezza, aumentano gli episodi che disturbano la vita all’interno degli istituti penitenziari creando problematiche ai detenuti e agli agenti in servizio. Litigi, episodi di violenza ma anche proteste ed evasioni sono fenomeni che raggiungono numeri importanti sono un segnale di come le problematiche legati alla vita nelle galere, senza gli adeguati mezzi e la professionalità del personale che vi lavora, rappresenti un vero pericolo, sia per i detenuti stessi che per i poliziotti in servizio. “Sono dati significativi, che oltre a mettere in evidenza come la disparità numerica derivante dall’alto numero di detenuti rispetto ad un organico fermo da troppo tempo, si ripercuote sulla qualità del lavoro di chi rappresenta lo Stato all’interno del carcere, devono far pensare sul ruolo delle strutture penitenziarie – sostiene Angelo Urso, segretario generale della Uil Polizia Penitenziaria- Se il carcere deve rieducare e tra le sue mura si registrano situazioni di violazioni delle regole di civile convivenza, c’è bisogno di mettere mano alla loro gestione-organizzazione. Se le persone non rispettano le regole all’interno del carcere come si può pensare che lo facciano una volta scontata la pena? Prima del reinserimento sociale bisogna pensare a progetti di educazione intramurale”.
Ad oggi, nei reati, il primato lo detengono gli stranieri: le colluttazioni hanno coinvolto 3.051 italiani rispetto 3.501 stranieri, così come il rapporto nei ferimenti è di 405 a 544. “La gestione dei detenuti stranieri deve essere rivista – prosegue Urso – hanno una cultura diversa dalla nostra e regole di civile convivenza differenti da quelle che abbiamo noi. Questo inquina i rapporti di relazione interna: un italiano in cella con straniero fa fatica a convivere e quando per questioni di sovraffollamento si mischiano è più facile che questi litighino tra loro. Anche all’interno dei detenuti stranieri bisognerebbe dividerli in base alle etnie: le forme di xenofobia più importanti sono quelle dei cittadini dell’est nei confronti di carcerati magrebini o provenienti dalle regioni centrali dell’Africa”.
Solo nei tentati omicidi gli italiani superano gli extracomunitari con un rapporto di 3 a 1. Voce da non tralasciare, invece, è quella dell’autolesionismo, una forma di protesta e allo stesso tempo una pretesa di attenzione quando le rivendicazioni del detenuto, per vari motivi non viene accettata. “Quanto più è alta la percentuale dei detenuti stranieri – spiega Urso – tanto più sono numerosi gli atti di autolesionismo. Al contrario, i suicidi sono sintomatici di un senso di appartenenza a una comunità, un senso di vergogna che nella propria patria galera porta più italiani a commettere tragici gesti”.
Le proteste sono un’altra situazione di disagio per la vita all’interno del carcere: oltre 100 mila persone hanno protestato. Nelle proteste “non collettive” 1.992 hanno rinunciato a vitto e terapie (la forma più diffusa di protesta) mentre 2.190 hanno sfogato la loro rabbia in danneggiamenti dei beni dell’amministrazione.
Per quanto riguarda, invece, le “proteste collettive” 96.327 detenuti coinvolti, portate avanti rifiutando il cibo o con le rumorose percussioni di oggetti contro i cancelli o le inferiate. Oltre 43 mila hanno protestato contro le condizioni di vita in carcere e 52618 a favore o contro le misure legislative.
Un capitolo importante lo ricopre la voce evasione. La maggioranza delle evasioni dal carcere viene effettuata da detenuti stranieri (5 a 1) mentre i casi che vedono gli italiani evadere sono quelle situazioni tipo permessi premio o da situazione di semilibertà.
IN ALLEGATO LA NOTA DEL COORDINATORE TERRITORIALE.
Sembra ormai che la Casa di reclusione di Porto Azzurro abbia messo piede sul palcoscenico degli episodi più negativi che si verificano in carcere, assumendo la connotazione di vero protagonista degli eventi critici che si registrano nel circuito penitenziario toscano – questo è quanto afferma il Coordinatore Territoriale della UIL PA Polizia Penitenziaria Mauro Barile.
È di poche ore fa la notizia di un’altra vita salvata. A distanza di circa un mese un altro detenuto tenta di togliersi la vita, servendosi di legacci ancorati alle inferriate della cella da egli occupata. La predisposizione del cappio – spiega il dirigente sindacale – è stata eseguita in modo certosino e questo ha fatto percepire che il detenuto era giunto con determinazione al punto di farla finita. Non è così difficile realizzare l’attendibilità di un intento autolesionistico per chi l’ambiente carcerario lo conosce veramente bene ed oggi il collega intervenuto ha dato, eccellentemente, dimostrazione di avere la padronanza del suo mandato istituzionale. Proprio così – aggiunge orgoglioso il Responsabile provinciale della UIL PA Polizia Penitenziaria di Livorno - perché il lavoro del poliziotto penitenziario, talvolta destinatario di facili critiche di circostanza deleterie all’immagine dell’intero Corpo, non si limita solo a custodire i soggetti rei, assicurandoli alla giustizia, ma anche a tutelarne la salute.
Possiamo comprendere lo stato d’animo del collega addetto alla vigilanza, che ha portato a termine il gesto eroico, nel momento in cui si è trovato di fronte ad un tentativo di suicidio. In quell’istante la lucidità e la freddezza devono sovrastare l’emotività, ma anche lo spavento; così è stato!
L’Agente addetto al controllo della sezione è intervenuto per primo, riuscendo a recidere il nodo e adagiare il detenuto sul pavimento, poi, coadiuvato dall’Ispettore di sorveglianza, precipitatosi sul posto, è riuscito a rianimare il soggetto. Da lì sono proseguite le prassi di routine fino al ricovero presso il nosocomio Elbano.
Malgrado le precarie condizioni lavorative – conclude Mauro Barile - vuoi per il sovraffollamento dei detenuti e per lo stato di abbandono della struttura carceraria Elbana, vuoi per la grave carenza di personale che si registra da anni, credo che l’Amministrazione penitenziaria debba riconoscere i giusti meriti al reparto di Polizia penitenziaria che opera sull’isola.
IN ALLEGATO LA NOTA DELLA DIREZIONE.
AGGIORNAMENTO: IN ALLEGATO IL RSCONTRO DELLA DIREZIONE.
In riferimento alla convocazione citata nell’oggetto lo scrivente Coordinamento chiede che nell’ordine del giorno venga inserita anche la discussione del P.I.L., argomento importante quanto il lavoro straordinario, visto che codesto Ufficio ha assunto l’impegno con le OO.SS., circa un anno fa ma che fino ad oggi non ha mantenuto, di sottoporre a verifica l’organizzazione del lavoro secondo le previsioni del P.I.R.
Considerata, anche la “sequelle” di richieste di disponibilità d’impiego nei c.d. incarichi fissi, che perdura da quasi 5 mesi, sulla base di accordi ormai superati, il Dr. D’Anselmo potrebbe approfittare dell’occasione propizia per dimostrare, non solo la buona tenuta delle relazioni sindacali, ma anche il giusto e il doveroso riguardo verso gli accordi sindacali Nazionali e Regionali, sui criteri della mobilità interna.
In attesa, le inviamo i nostri ossequi.
IN ALLEGATO LA NOTA DELLA DIREZIONE.
Gentile Direttore,
Questa O.S. vuole rappresentarle che la Ditta appaltatrice della mensa non rispetta il menù giornaliero esposto, stravolgendo di volta in volta i pasti previsti.
Chiediamo seri provvedimenti in merito, poichè non sembra corretto che le cuoche "arbitrariamente" e/o in base a ciò che hanno a disposizioni "inventino" i pasti.
Si resta in attesa di urgente riscontro.